giovedì 20 novembre 2014

Gli errori costano 65 euro

Ma lui ti piace?
Ha occhi verdi: una debolezza costante che ho.

E che l'ho visto arrivare, ho capito fin da subito che non faceva per me. In tutto e per tutto.
Ma, ho messo da parte l'istinto, per la seconda volta in quella mattina, decidendo di accettare il suo invito a pranzo, in una trattoria tipica della zona.
E nulla, lo stesso, alcun brivido dentro me. Quindi finito il pranzo, siamo tornati alla struttura, sono rimasta in silenzio, lui ha provato ad approcciarmi, ma era come se io non fossi stata lì.
Perché quando non ho il brivido, sono invasa dalla noia totale, facendo assolutamente nulla per mascherarla.
Colgo al volo un "te ne vuoi andare?", mentre afferro la mia borsa gli rispondo "sì, qua il conto lo pago io", fregandomene altamente dei suoi "no lascia stare, faccio io".

Salgo in macchina e.. libera. Ho finalmente dato retta al mio istinto.
Sarò una cagna, sarò ribelle, ma sono indipendente. Sbagliando tantissimo, anche questo è vero.

giovedì 5 giugno 2014

Non è ancora finita

Ho fatto la brava per mesi, non so s'è un mio record personale, non importa, non mi interessa.
Ho girato al largo, sono stata come un cane legato alla catena, come una alcolista (non ex) che teneva lontana da sè la bottiglia.
Mi sono tenuta lontana, non ho chiamato per mesi e mesi, solo un breve scambio di messaggi il giorno di Pasqua, io a lui, io che non frequento la chiesa, avevo premura di fargli i miei auguri, settimane fa. Poi silenzio.
Fino a sabato.
Fino a che gli mando breve e conciso messaggio "se ti chiamo mi rispondi?".. era come gli avessi scritto "scopiamo?".
E lui ha risposto, gentilmente, quasi con premura, senza chiedere un perché ha accettato.

scena 1 - entro a casa sua, mentre poggio la borsa nell'ingresso, lui chiude la porta, da un giro di chiavi: lo fa sempre, ogni volta, come a voler tenere ben chiuso il mondo, fuori. Dentro solo io e lui.

"Hai sete?" mi chiede, "sì" gli rispondo, mi avvicino al bicchiere, lui sta appoggiato al tavolo, vicino a quel bicchiere.. sento in me, dentro... la bramosia. 
Allungo una mano che non arriva, perché la sua afferra la mia nuca, stringe, mi attira a sé, mi bacia, la sua lingua nella mia bocca, l'altra sua mano che mi afferra un seno e lo strizza. Restiamo li in piedi, abbracciati a baciarci, sento la sua mano che si infila nei miei jeans, scende verso il mio culo, lui che sussurra con voce impastata "mi mancava questo culo". Io che istintivamente mi inarco ancora di più, ad offrirglielo meglio, di più. 
Le mie mani sulla suacintura, la levo, sbottono i pantaloni, io che mi accuccio davanti a lui e lo annuso.. il mio naso sui suoi boxer..apro la bocca e assaggio, la mia lingua sulla stoffa, le sue mani sui miei capelli.
Aspetto.. è un gioco di pazienza, di sottomissione a lui. 
Io devo capire da sola quando lui vuole che lo faccia.
Poi gli abbasso i boxer e quello che volevo lo prendo.
Sempre tenendomi per i capelli, mi fa rialzare, mi guarda negli occhi.. non ci capisco mai niente, uno sguardo così follemente indecifrabile per me. 
Lo sento dire "andiamo", nella sua camera da letta, faccio per spostare il lenzuolo, ma mi spinge giù, sopra il letto... non sento il dolore, della sua mano infilata nella mia figa, non protesto quando mi sodomizza senza preliminari.
Perché nella lacerazione del mio fisico, c'è il mio bene, il mio Essere che prende vita.
Lo sento muoversi dentro me, il mio buco che tradisce bagnandosi, lui che lo sente e a voce bassa me lo fa notare "guardala come si bagna la mia cagna". 
E si ferma, lo sapevo che lo faceva, quando percepisce che io nel mio dolore, alimento il suo piacere.. io sto bene. 
Ma lui non cerca il mio bene. 
Mi fa girare a pancia in sù, mi guarda, abbassa il viso verso le mie cosce, senza staccare gli occhi da me, apre la bocca, addenta la mia carne umida e stringe forte. 
"Rendimi utile" è il mio mantra, bravo lo sta facendo, mi rilasso, rilasso le gambe e lui continua a mordere, poi mi premia passando la lingua, con calma, come lui sa che a me piace, lento, io che precipito da non so dove, un vortice mi porta via.
Riemergo poco dopo, lui che mi fissa, fa un mezzo sorriso e "non abbiamo ancora finito"...

Qua sta il bello... "non abbiamo ancora finito".


Io sono questa, volente o nolente: non sono una dipendente di sesso, ma lo respiro, mi ci nutro, mi spinge ad accarezzare i miei limiti. 
Percorro un sentiero buio, in solitaria, a volte con Lui..no, mento, questo percorso l'ho iniziato con lui anni fa.. unico collante del nostro non rapporto.
A volte abbandono questo percorso, mai spaventata, ma ferita.
Ci son tornata da ferita, l'ho percorso con lui, lui m'ha accolta, ha fatto brillare il meglio di me.

Lo so, posso passare per una misera puttana, c'è gente che si danna l'anima, poi ci sono io che la svendo, per farmi chiamare cagna.

La Ali





lunedì 10 febbraio 2014

E' un isitnto

E' un istinto, nulla di calcolato, pensato o voluto.

Oggi 07/02/2014 07:20 sms ricevuto:
"Sono 3 gg che non dormo niente, che ho solo voglia di stare con te..."

Due mesi fa:
Tranquillamente preso a consumare il pasto appena portato ed a scambiare due chiacchiere.
Lei è seduta la mio fianco.
Guarda verso il fondo del locale ed esclama: "Eccole sono arrivate"
Alzo la testa e guardo nella stessa direzione, squadro velocemente i due nuovi arrivi, mi alzo, saluto, Lei mi presenta, mi presento.
Mi siedo e torno, testa bassa rivolta verso il piatto, a mangiare.
Pochi minuti, pochi movimenti poche e parole ed ecco che lo sento.
L'odore inconfondibile del "sangue", è ferita è debole, ancora un po impaurita dall'esperienza, che l'ha vista fuggire a fatica da uno dei suoi incubi ad occhi aperti.
Ho fame. Il piatto di cibo che ho davanti, so che non mi soddisferà, non mi appagherà in nessun modo.
Cerco di distrarmi, in fondo sono poche ore ce la posso fare.
Sto a testa bassa, guardo tutti (nel frattempo si è aggiunta un'altra persona al gruppo) tranne la "preda", sguardi sempre e solo con la coda dell'occhio, non gli parlo mai direttamente.
Esco a fumare due volte, ogni volta in compagnia di una persona diversa del gruppo. Mai con la "preda".
E' iniziata la guerra con me stesso.
La parte istintiva e predatrice contro quella razionale e protettiva.
La serata finisce, ognuno per la sua strada.
In macchina io e Lei , come al solito quando uno dei due conosce persone nuove ci si racconta le impressioni e questa volta tocca a me.
Tizio: "simpatico, lo vedo un tipo... ecc.ecc"
Tizia: "Alla mano, ci ho parlato anche un po, quando eravamo a fumare... ecc. ecc."
La "Preda": "Sinceramente? Non lo so, guardata ed osservata poco, non riesco a fissarla, mi sembra che se la guardo troppo a lungo la 'rompo' "
E' la mia parte razionale che ha parlato, non ho detto nulla a Lei dell'altra parte che scalpita.
Ma Lei mi conosce. Ma io non oso chiedere, Lei se vuole, con le sole parole, sa come fermarmi ed io non son sicuro di voler esser fermato. Magari mi sbaglio (magari ho fiutato sbagliato questa volta) e soprattutto alla fine ho fatto in modo di non aver nessun mezzo per ricontattare la "preda".

Per entrambi (io e la "preda") l'unico modo di contattarci, sarebbe passare per Lei.

Un mese fa:
Passa un mese, nessun contatto, nulla di nulla.
Vado a trovare Lei.
La sera si esce con altre persone tra cui la "preda".
Ed anche questa volta, già da lontano (siamo arrivati per ultimi e quindi tutti ad aspettare Noi) sento l'odore a me tanto famigliare.
Lo so sono come vanno a finire queste cose. Male.
La tengo distante durante l'aperitivo, ma mio/suo malgrado è seduta nuovamente davanti a me.
Lo sguardo è quasi fisso sul suo vicino di tavola (ed altro membro della compagnia), ma lei è per forza di cose nel mio campo visivo, sono meno lucido e pensante questa volta (rispetto la mese precedente) e di conseguenza inizio a scrutarla con più attenzione, senza però esser insistente.
Si decide di passar la serata al bowling.
In mezzo alla gente al caos, magari riesco a distrarmi.
Non guardo mai con fare "minaccioso", non mostro mai i "denti", non ringhio.
Sorrido a tutti, dico cazzate, gioco....
Il suo turno di lanciare.
Sceglie la palla, si prepara a lanciare, dandomi le spalle.
Lancia.
Si gira verso noi....
La guardo fissa e sorrido, mi guarda, abbassa lo sguardo.
A giro ognuno fa i suo lanci.
Nuovamente lei a tirare.
Lancia.
Si gira direttamente verse me.
La guardo, mi guarda, sorride.
Per tutta la partita son seduto quasi in disparte, davanti alla console dei punteggi. L'unica sedia al mio fianco è occupata da un ragazzo di un altro gruppo che gioca alla pista affianco alla nostra. 
I nostri vicini di pista, finiscono il loro turno e il posto affianco si libera, ma resta vuoto per pochi secondi, perchè ecco la "preda" lo occupa velocemente.
Contatto fisico, nulla di che, solo uno sfiorarsi di spalle, solo un parlare a pochi centimetri (causa il gran rumore intorno) uno all'orecchio dell' altro.
Ma io solo so come son fatto.
Mi basta poco per abbandonare tutti i buoni propositi.
Il calore del corpo, l'odore della pelle, il respiro leggero sul colo (inevitabile quando si è costretti a parlarsi nell'orecchio).
Non mi dilungo oltre, la serata passa veloce, molto tranquilla.
Anche se ripensandoci ora, mi son reso conto di aver aperto inconsapevolmente la caccia.
Ci si saluta.
Ritorno a casa nuovamente in macchina soli io e Lei.
Lei: "Ti ha chiesto o le hai chiesto il numero di telefono?"
Io: "No, ma le sarebbe piaciuto che glielo chiedessi"
Lei: "Si, per questo ti ho chiesto"
Nonostante tutto, son stato bravo. Pur avendo individuato una facile preda son stato "bravo".
Tanti kilometri a separarci, nessun numero di telefono, nessuna email, solo un contatto Skype (bloccato mesi prima).

09/02/2014 03:01 sms ricevuto:
"Perchè tu sei diverso dagli altri..."

Sorrido quando leggo o ascolto questa frase rivolta a me, sorrido e non rispondo nulla.
Non sono diverso (posso accettarlo da Lei un commento del genere), almeno che "diverso" non lo si voglia intendere in modo negativo.

10/02/2014 23:12 sms ricevuto:
"Ahahahah..rischi forte..cazzo siamo partiti da cenerentola.. e siamo finiti..che sento i brividi al pensiero che mi sfiori"



Alla fine, chi è la preda e chi il predatore, è tutto da vedere.
E' iniziata la guerra con me stesso e indifferentemente da quale parte di me vinca, una perde sempre !!!















martedì 30 aprile 2013

L'anonimato "della prima donna"....

Mattina, svegliati da poco..
Ancora nessuna voglia di vestirsi ed alzarsi e si sta così, sdraiati, vicini, gambe avvinghiate, con la parte superiore del corpo leggermente staccata, per permetterci di parlare guardandoci bene in viso.
Si chiacchiera della serata passata a casa di "amici":
A: "Sei una prima donna, non conoscevo questo aspetto di te"
Ci penso un po.
Io: "Si è vero, è un modo come un altro per distrarre l'attenzione da se stessi"
So che può sembrare un controsenso, ma in realtà è così.



Entrate in una stanza dove ci sono 4 persone.
La prima cosa che notate è che una di queste, sta parlando, gesticola, spara cavolate, ride fa battute parla quasi di continuo.
Lo ascoltate, magari inizialmente con attenzione, forse vi fate anche due risate, ma alla lunga vi stanca di fondo e come guardare il giullare di corte, il saltinbanco, alla fine dei giochi son tutti uguali, servono a far casino e a colorare l'ambiente.
Ignorate la prima donna.

Entrante in una stanza dove ci sono 4 persone.
La prima cosa che notate è "la prima donna" che potete trovare quasi in ogni gruppo.
Vi stufate di seguire il suo chiacchiericcio ed iniziate ad occuparvi delle altre tre persone.
Due seguono con semi-interesse "la prima donna", l'altra pur seguendo con attenzione è più silenziosa a tratti scruta o sembra distratta.
Le prime donne son tutte uguali, le altre due persone nella stanza son troppo prese ad interagire con il saltinbanco, indecisi se fargli da spalla o prendere il suo posto.
Cosa attira di più la vostra attenzione?
Probabilmente chi sembra restare fuori dai giochi.

Fatto un esempio 4 persone dove i giochi son meno evidenti ai meno attenti, ma se spostiamo il tutto in ambiente con 20, 30 persone? Semplice si amplifica tutto.
Si nota ancor meno "la prima donna" risalta ancor di più chi tende ad appartarsi e ad ignorare lo "spettacolo".
Si è vero, quando non voglio esser visto, sono una "prima donna".







giovedì 21 febbraio 2013

....inaspettato, ma gradito.

Scrivo (scriviamo) di me (noi) qui, forse "nudo" più che mai e non sempre son sicuro di riuscir a trasmettere con le sole parole ciò che vivo o ho vissuto. Ieri sera mi è arrivato un messaggio privato su fb che mi ha stupito per quanto lo trovi "inerente" e azzeccato.
Son sicuro che è più merito della perspicacia, attenzione e sensibilità della persona che non del mio modo di scrivere.
In qualsiasi caso grazie delle belle parole, che dopo aver chiesto autorizzazione, riporto qui sotto, non modificando nulla.

Sai.....mi soffermo a leggere ogni tanto tra le righe del mondo di altri......e quando leggo la triplice via......è come se leggessi tè e lei.....e mi infondere un non so ke di stupendo.....di forte e passionale come pochi esseri sanno provare.....mi piace leggervi.....mentre lo faccio......sorrido penso....immagino......come se stessi leggendo un libro.....senza fine......
Traspare di voi la complicità.......l'eleganza del comunicare tra di voi senza mai essere invadenti nei confronti altrui......è come se si sentisse l'aria che si è creata in voi e tra di voi.......leggera e trasparente.....ma anche intrigante e rara. 

Anima inquieta

 

martedì 19 febbraio 2013

Dovrei...... avrei......

molto da scrivere ma non ne ho voglia.... ci sto poco di testa.
Quindi vi lascio questa.... buon ascolto.




I'm a rockstar, I'm a dealer
I'm a servant, I'm a leader
I'm a saviour, i'm a sinner, i'm a killer
I'll be anything you want me to be

Silent as a witness
Make your heart race with a death kiss
I'm a soldier in a blood war
In the peace corp I'll be everything you'll ever be

Loser number zero
Play the victim, end up a hero
I'm a teacher, preacher
Liar, I am everything, anything

I'm a mover and a shaker
The oppressor, stimulator
I'm a coward I'm a fighter
I'm everything

It's revelation, celebration, graduation
Times collide watch the world awaken
All the past regrets from days gone by
Let it go, let it die

It's a new day for the faceless
Take the torches from the useless
First amendment, second guesses
All dependant, I'll do anything to help you

Fallen crosses, new alliance
Deep thinkers, modern science
Open guest list, all inclusive
No-one loses, everything you've always wanted

Honest answers for the bruises
Full disclosure, no excuses
Open handshake, clean slate
No hate, living history

Misery, information, revolution
Loading up for execution
Push the button, pull the trigger, I am everything
You are me, I am you

martedì 5 febbraio 2013

Chi sono

Una come tante, la stessa che molte volte passa e manco ti guarda in viso, troppo presa da me stessa e dai mille pensieri che ruotano e si rincorrono.
Un mucchio di difetti che smussano un carattere non sempre facile, ma molto meno difficile di tanti altri.
Cosa mi spinge a respirare ogni giorno? Il bello della vita, il multicolore che la stessa irradia e si espande dentro me.
Col sorriso ambiguo sto la maggior parte del tempo, si spegne quando il nero dei miei pensieri avanza, con placido preavviso, in cerca del mio male per il suo bene.
Mi si spegne il viso allora, muore la mia espressione e inserisco il pilota automatico. Poi è.
Ma scollo il nero, ci passo l'unghia, creando un rigo bianco, lineare, che congiunge il mio petto alla mia testa.
Sono una persona che costruisce, ma non costruita.
Non cerco icone, troppo presa dal variare della mia singolarità.
Non facile da amare, non semplice da sopportare.
Priva del dono della pazienza, metto in campo il mio raziocinio per sopperirvi.
Soppeso, guardo, considero: silente, quasi invisibile. Ma tangibile.
Difendo ciò che racchiudo nel mio cuore, con tutta me stessa, come una fiera.
Senza scrupoli con le persone che non lasciano alcun alone nel mio vissuto, metto in gioco una cattiveria atavica, condita da un retro gusto amaro, ma denso, di cui a volte sento il bisogno di assaporare.
Malfidente per concezione, applicata oggettivamente, per mia semplice comodità.
Resto una culla morbida per chi ha diritto di entrarvi.
Banale a volte per come porto avanti le mie convinzioni.
Mai unica, ma sempre doppia. Carpisco emozioni e manipolo attenzioni.
Ma umana come tutti, conscia che sono e mai sarò.
Vivo il presente, come un abitante del domani priva di memoria.
Sono e punto. Sarò mai.
Col sorriso sbocciato sulle labbra, dischiuse, indubbie, in attesa del prossimo verbo.
(La Ali)

Our plastic toys and our metal trees
On the perfect day you'll find the breeze
Once blew the pollen the feet of bees
Now cry the stars when upon the earth
Their gaze might rest a nostalgic burst
A lament be heard through all the cosmos
Of the dying planet with fallen foes